giovedì 19 giugno 2014

LE 5 FASI DELLA PREPARAZIONE DI UN ESAME



Dopo approfondita analisi e attenta ricerca, sono giunta alla conclusione che, se Elisabeth Kübler-Ross ha potuto delineare le cinque fasi dell’elaborazione del lutto, io posso delineare le cinque fasi della preparazione di un esame.


1- Entusiasmo. La fase che arreca esaltazione per il “nuovo inizio” e speranza nel futuro. La fase che dura meno, per intenderci.

2- Organizzazione. La fase del calcolo degli argomenti di studio e dei giorni a disposizione. In questa fase sopravvive generalmente un barlume di quella precedente.

3- Dedizione. La fase in cui si fa appello a tutta la propria forza di volontà per tener fede al programma di studio. Si tratta della fase che si spera duri più a lungo ma solitamente queste speranze vengono ineluttabilmente disattese.

4- Noia. La fase in cui, dopo giorni o settimane (per i più tenaci) di accanito studio, ci si rende conto di quante e quali cose si potrebbero e vorrebbero fare, piuttosto che trascorrere le proprie giornate a capo chino sui libri. Questa è la fase che abitualmente pregiudica l’intero esame.

5- Fallimento e Accettazione. Potrebbe sembrare si tratti di due fasi ma non è così. E’ la fase in cui, ceduto al fascino di “qualche minuto” di pausa in più, ci si è irrimediabilmente allontanati dal programma, e si procede, ormai privi di bussola, fra il pentimento e la constatazione, verso l’obiettivo, inevitabile, dell’esame.








venerdì 6 giugno 2014

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA!


Olivia Palermo

Ebbene si. E' accaduto. 
Il comodo e rassicurante sandaletto basso, a metà strada fra la scarpa ortopedica e la ciabatta da piscina, è finito direttamente dalla scarpiera della nonna, agli scaffali di tutti i negozi. 


Se già ci sanguinavano gli occhi alla vista di turisti in giro per le nostre città con ai piedi infradito di gomma, o peggio, sandali con i calzini, quest'estate non avremmo scampo; finiremo per passarla ad occhi chiusi, accucciate in un angolo a picchiarci sulla testa!
Perché si, mi addolora comunicarlo, ma la ciabatta è ufficialmente fra i trends di stagione.



Tutte le blogger e le it-girl più famose si sono lasciate ritrarre con ai piedi un paio di questi sandali bassi, i negozi ne propongono a iosa e la rete pullula di immagini.
E siamo d'accordo che sono comode. E di sicuro non si può sempre andare in giro sui tacchi. E passi che infondo un paio di Birkenstock può essere utilissimo durante una gita a base di lunghe ed estenuanti passeggiate - e giusto in quel caso. Ma io sinceramente continuo a non riuscire a vedere altro che brutte ciabatte indosso a belle donne.



Created by trendslowcost.blogspot.it
Created by trendslowcost.blogspot.it/


Per fortuna siamo donne e di scarpe, si sa, ne abbiamo a bizzeffe! Quindi, perché optare per un sandalo antiestetico e mortificante per la nostra femminilità quando possiamo scegliere fra una pressocché illimitata gamma di altri modelli infinitamente più belli ed altrettanto comodi?!

Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Filippa Lagerback - Created by trendslowcost.blogspot.it
Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Filippa Lagerback - Created by trendslowcost.blogspot.it


Non notate anche voi in questa seconda sequenza di immagini una certa differenza?! 
Mi affido al vostro senso estetico.
Ditemi, avete già ceduto a questo trend o opterete per qualcosa di più chic? Let me know!

lunedì 19 maggio 2014

LA LEGGERA BREZZA DEL MATTINO




Apri gli occhi. Guardi intorno. Il sole filtra dalle fessure della tapparella. Passivamente prendi la decisione di alzarti. Trascini su il busto, come corpo morto. Schiarisci la voce. Sgusci fuori dal letto.
E via.
Una nuova giornata è cominciata. Un nuovo inizio. Un mondo di possibilità.
L’aria di prima mattina è fresca, secca. Il cielo, fra il grigio e l’azzurro, non ha ancora scelto come volgerà la giornata. Il caffè bollente ti riappacifica perfino con la sveglia, vittima inerte di quotidiani insulti.
Con cura scegli l’abbigliamento, che di questi tempi è rigorosamente a strati, anzi, “a cipolla”, perché alle 7:30 farà anche freschetto ma alle 10:00 magari no! Ti prepari. Ti guardi allo specchio, una, due, dieci volte se necessario. Indossi la giacca. Prendi la borsa. Il cellulare. Le chiavi. Apri la porta.
Sei fuori.
Fuori di casa, rifugio sicuro. Fuori dal palazzo, ultimo baluardo.
I doveri sono lì ad aspettarti. Gli obblighi, pronti ad assalirti. E tutta quella positività delle prime ore ha già preso il largo, pronta a ripresentarsi, forse, domani. 

Ma una nuova giornata ha appena avuto inizio: potrebbero accadere cose meravigliose. Una nuova settimana: potrebbe essere la migliore della tua vita. 
Il povero, eternamente bistrattato Lunedì, devo ammetterlo, a me piace. Da vivere come un riavvio. Pensare che tutto possa cambiare. Che in ogni nuovo giorno possa risiedere una piccola rivoluzione personale; possiamo spingerci dove non avremmo mai pensato e magari cambiare, in meglio, evolverci, fare qualcosa di inaspettato. Essere straordinari. 

"Dicono che più investi e più guadagni. Ma devi essere disposto a rischiare. Devi capire che potresti perdere tutto. Ma se corri il rischio, se investi in modo saggio, la ricompensa potrebbe sorprenderti."












mercoledì 7 maggio 2014

RANDOM - STYLIGION


Di tutte le fashion bloggers - e non - che ho visto con indosso abiti di Styligion, l'unica a cui, a mio avviso, stessero davvero bene è Chiara Ferragni, che dal suo blog (The Blonde Salad, per quei pochi che non lo conoscessero) si produce in numerosissimi scatti con pezzi del suddetto marchio.
Si tratta di mini-abiti, ma mini mini, dai tessuti molto leggeri e dalla linea piuttosto audace, colorati ed originali. 
Ad essere sincera, mi piacciono parecchio!









Se potete vantare un fisico asciutto come il suo, è venuto il momento di acquistare uno di questi capi, che sul sito di Styligion ci sono i saldi! 
Pronte a sfoggiare anche voi uno di questi abitini?

domenica 27 aprile 2014

COME MI VORREI




Belle, intelligenti, sicure, mature, sagaci, ironiche, colte, simpatiche, sofisticate, semplici, sensibili, femminili, emancipate, magre, alte, slanciate, formose, sinuose, toniche, sensuali, simpatiche, realizzate, ispirate, curate, dolci, materne, brave a letto, brave in cucina, brave a lavoro, brave con i bambini, pazienti, impertinenti, stuzzicanti, sorridenti, ammiccanti... Tutto questo e molto altro. Così ci vogliono gli uomini. Così ci vogliono i colleghi. Così ci vuole la società. Così ci vogliamo pure noi.
Essere donna è complicato. E molto. E non ci vogliono tutte le puntate di “Sex and the city”, mandate in onda ad oltranza su ogni canale conosciuto e non, da almeno un decennio, per capirlo. Che tu sia single o accasata, che tu abbia vent’anni o trenta, o anche ottanta, è sempre e comunque un gran casino.
E va bene migliorare l’aspetto interiore, accrescere la propria cultura con vaste letture, fare esercizio di conversazione nelle situazioni più disparate, guardare alla tv Piero Angela e tutti i plastici di Bruno Vespa, o ampliare le proprie conoscenze giuridiche con Un giorno in pretura, Amore criminale, Quarto grado e tutti i loro parenti ovunque dispersi nelle reti.
E va bene anche migliorare l’aspetto esteriore: dieta, esercizio, attività fisica di ogni sorta: a casa, in palestra, a corpo libero, con gli attrezzi. Siamo disposte a tutto, o quasi.
Si, perché noi donne lo sappiamo; lo sappiamo che dopo i quaranta scendiamo lungo una china scivolosa ed accidentata e solo alcune di noi saranno in grado di combattere la malia della senilità. E quindi ci prepariamo, perché “chi ben comincia è a metà dell’opera”, perché non è mai troppo presto per somigliare agli Angeli di Victoria Secret, perché noi siamo persone che si impegnano, che ce la mettono tutta, che a scuola buttavano il sangue per avere dei voti decenti, che combattevano contro loro stesse, contro la pigrizia, Uomini e Donne e Paso Adelante, e si mettevano a studiare. Non avremmo ottenuto il massimo dei voti, ma almeno ci abbiamo provato! Noi ci proviamo, ad essere come vorremmo, sempre.
Ma il difficile ora è proprio capire come diavolo ci vogliamo. Si, perché stando ai risultati ottenuti da un noto sondaggio, noi donne inseguiamo un modello di donna che crediamo essere il preferito del genere maschile, il quale però in realtà ne insegue un altro completamente diverso.

Volto superiore: secondo il gusto femminile; volto inferiore: secondo il gusto maschile


Noi donne, per intenderci, vorremmo avere il fisico di Belen, il volto di Angelina Jolie, lo stile di Blake Lively, la tempra di Blair Waldorf, la simpatia di Jennifer Aniston, il cervello della Montalcini, la tenacia di Cristina Yang e  l’accavallamento gambe di Sharon Stone (va beh, quello vorrebbero lo avessimo anche gli uomini). E loro invece? Loro in pratica ci vorrebbero col culone in stile Nicki Minaj e la “finezza” di Rihanna, semplici e sofisticate come Lindsay Lohan dopo qualche cicchetto, come Kesha in rehab o come Britney con Gimme More agli Mtv Video Music Awards.
E quindi? Come la mettiamo? Passiamo la vita a mangiare verdurine scondite e petto di pollo (ma non davanti agli uomini, chè s'arrabbiano!) puntando ad assomigliare ad una mazza di scopa o poco più, per essere più gradevoli ai loro occhi (e risparmiamoci la storia del “lo faccio solo per me”, perché se ci trovassimo su un’isola deserta, di certo non ci importerebbe un gran che della ricrescita dei peli sulle gambe, della lucentezza dei capelli o della tonicità del nostro fondoschiena; probabilmente come naufraghe, somiglieremo di più a Mariangela Fantozzi che non ad Aida Yespica, probabilmente, dico!) e loro ci vorrebbero giunoniche come Kim Kardashian, morbide come Adele?! 
E allora perché sbavare davanti alle immagini di Alessandra Ambrosio, Miranda Kerr o Candice Swanepoel, o fare i preziosi quando si avvicina una che somiglia più a Bridget Jones che non a Claudia Galanti!?



Forse siamo semplicemente tutti alla ricerca di quello che non abbiamo…forse la storia del “ho i capelli lisci ma li vorrei ricci”/”ho i capelli ricci ma li vorrei lisci” non è solo una questione di trends ma è una vera e propria metafora della vita. Che coinvolge tutti, uomini e donne. Siamo solo perennemente all’inseguimento di qualcosa, di un’idea, di un modello, per noi stessi e per chi vorremmo al nostro fianco. Forse.

giovedì 10 aprile 2014

LUCE


Da wondermika.com

Se seguite i blog di moda più in, avrete notato ultimamente un certo pullulare di post sul Touche Eclat: un illuminante, anzi, una "bacchetta magica", come è definito nel sito della Yves Saint Laurent, che promette di illuminare le zone d'ombra del viso, dare un effetto rimpolpato alle labbra e soprattutto uno sguardo più intenso, cancellando ogni segno di stanchezza. 


Molto apprezzato da star e modelle di tutto il mondo, di Touche éclat pare ne venga venduto uno ogni 10 secondi. Potenziale amico fidato di ogni donna, è in grado di regalare un aspetto riposato anche a chi un letto non lo vede da tanto. 
E così, al modico prezzo di 30€ circa, lo sticketto da 2,5 ml forse vi cambierà la vita! Di sicuro vi alleggerirà il portafogli! 
Ma siccome a noi di buttar via i soldi proprio non ci va, o magari ci andrebbe pure, se li avessimo! e quella cifra per un trucco non vogliamo spenderla, cerchiamo un'alternativa e la troviamo, valida, nel Soft Focus Concealer, prodotto della Kiko, che promette più o meno le stesse cose ma con una spesa decisamente più bassa (meno di 8€). 



Sia chiaro, la descrizione sul sito parla di "correttore illuminante" ma io ci andrei piano a definirlo correttore! Probabilmente se avete occhiaie o altre evidenti imperfezioni da coprire sarà meglio utilizzare prima il vostro correttore di sempre e poi l'illuminante della Kiko per illuminare, e basta; ma se è la prima volta che vi accostate ad un prodotto del genere, se volete acquistarlo più per curiosità che per altro o se la vostra pelle regge ancora bene lo scorrere del tempo, il Soft Focus Concealer si rivelerà un'ottima alternativa al suo parente più ricco.  
E voi, che illuminante utilizzate?

lunedì 7 aprile 2014

UN RAGGIO DI SOLE



E’ strano l’effetto che fa la Primavera sulle persone. 
Un raggio di sole. Il cielo terso. L’aria frizzante. Il clima mite. Come una carezza sulla pelle, uno sguardo inaspettato, un timido sorriso, come qualcosa di buono e di sospirato, appaga i sensi e rilassa la mente, porta speranze, il miraggio di giorni migliori e voglia di fare. Voglia di uscire. Di conoscere. Di scoprire. Sperimentare. Buttarsi nelle situazioni senza pensarci mille volte o almeno pensandoci qualche volta di meno. Voglia di creare, di migliorare. Voglia di passeggiate a piedi nudi in riva al mare e di corse forsennate su distese di prati infiniti. Voglia di viaggiare, di veder cambiare silenzioso il paesaggio dal finestrino di un treno e di cantare a squarciagola in auto col finestrino abbassato e il vento tra i capelli, il sole negli occhi e il sorriso stampato sulle labbra. Voglia di oggi. Voglia di domani. Voglia di fare. E sbagliare. Voglia di agire.