sabato 27 settembre 2014

BECAUSE YOU'RE WORTH IT



Il valore del denaro. Il valore del tempo. Il valore delle persone.

Ci hanno spiegato che tutto ha un valore - intrinseco a volte, acquisito altre - e che va coltivato, accresciuto, mai sprecato.
Alcuni infatti vengono educati al culto del proprio valore. Spronati a cercare la via più adatta a sé, quella che più e meglio possa mettere in luce le proprie capacità, rivelare le proprie potenzialità, galvanizzarle.
Ad altri invece viene insegnato che il valore è dato dalla produttività e se non produci la tua vita non vale niente. Viene insegnato a non fare domande perché non si riceveranno risposte, che le proprie idee, le proprie aspirazioni, i propri desideri non contano nulla, sono solo il frutto di una mente acerba e vessata da troppa TV. E per combattere l'annichilimento prodotto dalla televisione è necessario dunque seguire pedissequamente le direttive altrui, di chi vanta cioè - sedicente - una tempra tale da essere immune a qualsivoglia influenza esterna, annichilendosi, di fatto, ad essi.
Combattere un tale tentativo di plagio è una lotta quotidiana che impegna ogni fibra del proprio essere, senza produrre mai vittorie che siano schiaccianti. 
C'è sempre come una voce che sussurra all'orecchio, un guinzaglio troppo corto. E' come la goccia che batte sul marmo e riesce a scavarlo. E non c'è toppa che si possa apporre.
Il danno è irreparabile.

















domenica 14 settembre 2014

DEDICATO




Agli incontri fatti e a quelli da fare.
Alle persone che mancano pur non avendole mai conosciute.
A chi sa cambiare non cambiando mai.
A chi ispira le mie giornate.
A tutti quelli che hanno qualcosa da insegnare, e lo insegnano. Senza spocchia.
A chi sa essere autorevole e non autoritario.
Alle proposte accettate senza pensarci.
A chi sa volare sulle cose e sui problemi e guardarli dall'alto, con interesse ma con distacco.
A chi ha sempre una mano tesa, e a chi sa non approfittarne.
A quelle persone che sanno sciogliere le tue inibizioni e farti scoprire nuovi luoghi, materiali e spirituali.
A chi sa affascinare già solo con un sorriso, e a chi deve sfoderare il miglior repertorio.
A chi si impegna.
A chi non ha bisogno di impegnarsi.
A chi sa circondarsi di persone speciali e a chi sa farsi compagnia da sé.
A chi parla solo se ha qualcosa da dire.
A chi chiede "come stai?" e a chi lo sa già.







giovedì 19 giugno 2014

LE 5 FASI DELLA PREPARAZIONE DI UN ESAME



Dopo approfondita analisi e attenta ricerca, sono giunta alla conclusione che, se Elisabeth Kübler-Ross ha potuto delineare le cinque fasi dell’elaborazione del lutto, io posso delineare le cinque fasi della preparazione di un esame.


1- Entusiasmo. La fase che arreca esaltazione per il “nuovo inizio” e speranza nel futuro. La fase che dura meno, per intenderci.

2- Organizzazione. La fase del calcolo degli argomenti di studio e dei giorni a disposizione. In questa fase sopravvive generalmente un barlume di quella precedente.

3- Dedizione. La fase in cui si fa appello a tutta la propria forza di volontà per tener fede al programma di studio. Si tratta della fase che si spera duri più a lungo ma solitamente queste speranze vengono ineluttabilmente disattese.

4- Noia. La fase in cui, dopo giorni o settimane (per i più tenaci) di accanito studio, ci si rende conto di quante e quali cose si potrebbero e vorrebbero fare, piuttosto che trascorrere le proprie giornate a capo chino sui libri. Questa è la fase che abitualmente pregiudica l’intero esame.

5- Fallimento e Accettazione. Potrebbe sembrare si tratti di due fasi ma non è così. E’ la fase in cui, ceduto al fascino di “qualche minuto” di pausa in più, ci si è irrimediabilmente allontanati dal programma, e si procede, ormai privi di bussola, fra il pentimento e la constatazione, verso l’obiettivo, inevitabile, dell’esame.








venerdì 6 giugno 2014

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA!


Olivia Palermo

Ebbene si. E' accaduto. 
Il comodo e rassicurante sandaletto basso, a metà strada fra la scarpa ortopedica e la ciabatta da piscina, è finito direttamente dalla scarpiera della nonna, agli scaffali di tutti i negozi. 


Se già ci sanguinavano gli occhi alla vista di turisti in giro per le nostre città con ai piedi infradito di gomma, o peggio, sandali con i calzini, quest'estate non avremmo scampo; finiremo per passarla ad occhi chiusi, accucciate in un angolo a picchiarci sulla testa!
Perché si, mi addolora comunicarlo, ma la ciabatta è ufficialmente fra i trends di stagione.



Tutte le blogger e le it-girl più famose si sono lasciate ritrarre con ai piedi un paio di questi sandali bassi, i negozi ne propongono a iosa e la rete pullula di immagini.
E siamo d'accordo che sono comode. E di sicuro non si può sempre andare in giro sui tacchi. E passi che infondo un paio di Birkenstock può essere utilissimo durante una gita a base di lunghe ed estenuanti passeggiate - e giusto in quel caso. Ma io sinceramente continuo a non riuscire a vedere altro che brutte ciabatte indosso a belle donne.



Created by trendslowcost.blogspot.it
Created by trendslowcost.blogspot.it/


Per fortuna siamo donne e di scarpe, si sa, ne abbiamo a bizzeffe! Quindi, perché optare per un sandalo antiestetico e mortificante per la nostra femminilità quando possiamo scegliere fra una pressocché illimitata gamma di altri modelli infinitamente più belli ed altrettanto comodi?!

Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Filippa Lagerback - Created by trendslowcost.blogspot.it
Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Filippa Lagerback - Created by trendslowcost.blogspot.it


Non notate anche voi in questa seconda sequenza di immagini una certa differenza?! 
Mi affido al vostro senso estetico.
Ditemi, avete già ceduto a questo trend o opterete per qualcosa di più chic? Let me know!

lunedì 19 maggio 2014

LA LEGGERA BREZZA DEL MATTINO




Apri gli occhi. Guardi intorno. Il sole filtra dalle fessure della tapparella. Passivamente prendi la decisione di alzarti. Trascini su il busto, come corpo morto. Schiarisci la voce. Sgusci fuori dal letto.
E via.
Una nuova giornata è cominciata. Un nuovo inizio. Un mondo di possibilità.
L’aria di prima mattina è fresca, secca. Il cielo, fra il grigio e l’azzurro, non ha ancora scelto come volgerà la giornata. Il caffè bollente ti riappacifica perfino con la sveglia, vittima inerte di quotidiani insulti.
Con cura scegli l’abbigliamento, che di questi tempi è rigorosamente a strati, anzi, “a cipolla”, perché alle 7:30 farà anche freschetto ma alle 10:00 magari no! Ti prepari. Ti guardi allo specchio, una, due, dieci volte se necessario. Indossi la giacca. Prendi la borsa. Il cellulare. Le chiavi. Apri la porta.
Sei fuori.
Fuori di casa, rifugio sicuro. Fuori dal palazzo, ultimo baluardo.
I doveri sono lì ad aspettarti. Gli obblighi, pronti ad assalirti. E tutta quella positività delle prime ore ha già preso il largo, pronta a ripresentarsi, forse, domani. 

Ma una nuova giornata ha appena avuto inizio: potrebbero accadere cose meravigliose. Una nuova settimana: potrebbe essere la migliore della tua vita. 
Il povero, eternamente bistrattato Lunedì, devo ammetterlo, a me piace. Da vivere come un riavvio. Pensare che tutto possa cambiare. Che in ogni nuovo giorno possa risiedere una piccola rivoluzione personale; possiamo spingerci dove non avremmo mai pensato e magari cambiare, in meglio, evolverci, fare qualcosa di inaspettato. Essere straordinari. 

"Dicono che più investi e più guadagni. Ma devi essere disposto a rischiare. Devi capire che potresti perdere tutto. Ma se corri il rischio, se investi in modo saggio, la ricompensa potrebbe sorprenderti."












mercoledì 7 maggio 2014

RANDOM - STYLIGION


Di tutte le fashion bloggers - e non - che ho visto con indosso abiti di Styligion, l'unica a cui, a mio avviso, stessero davvero bene è Chiara Ferragni, che dal suo blog (The Blonde Salad, per quei pochi che non lo conoscessero) si produce in numerosissimi scatti con pezzi del suddetto marchio.
Si tratta di mini-abiti, ma mini mini, dai tessuti molto leggeri e dalla linea piuttosto audace, colorati ed originali. 
Ad essere sincera, mi piacciono parecchio!









Se potete vantare un fisico asciutto come il suo, è venuto il momento di acquistare uno di questi capi, che sul sito di Styligion ci sono i saldi! 
Pronte a sfoggiare anche voi uno di questi abitini?

domenica 27 aprile 2014

COME MI VORREI




Belle, intelligenti, sicure, mature, sagaci, ironiche, colte, simpatiche, sofisticate, semplici, sensibili, femminili, emancipate, magre, alte, slanciate, formose, sinuose, toniche, sensuali, simpatiche, realizzate, ispirate, curate, dolci, materne, brave a letto, brave in cucina, brave a lavoro, brave con i bambini, pazienti, impertinenti, stuzzicanti, sorridenti, ammiccanti... Tutto questo e molto altro. Così ci vogliono gli uomini. Così ci vogliono i colleghi. Così ci vuole la società. Così ci vogliamo pure noi.
Essere donna è complicato. E molto. E non ci vogliono tutte le puntate di “Sex and the city”, mandate in onda ad oltranza su ogni canale conosciuto e non, da almeno un decennio, per capirlo. Che tu sia single o accasata, che tu abbia vent’anni o trenta, o anche ottanta, è sempre e comunque un gran casino.
E va bene migliorare l’aspetto interiore, accrescere la propria cultura con vaste letture, fare esercizio di conversazione nelle situazioni più disparate, guardare alla tv Piero Angela e tutti i plastici di Bruno Vespa, o ampliare le proprie conoscenze giuridiche con Un giorno in pretura, Amore criminale, Quarto grado e tutti i loro parenti ovunque dispersi nelle reti.
E va bene anche migliorare l’aspetto esteriore: dieta, esercizio, attività fisica di ogni sorta: a casa, in palestra, a corpo libero, con gli attrezzi. Siamo disposte a tutto, o quasi.
Si, perché noi donne lo sappiamo; lo sappiamo che dopo i quaranta scendiamo lungo una china scivolosa ed accidentata e solo alcune di noi saranno in grado di combattere la malia della senilità. E quindi ci prepariamo, perché “chi ben comincia è a metà dell’opera”, perché non è mai troppo presto per somigliare agli Angeli di Victoria Secret, perché noi siamo persone che si impegnano, che ce la mettono tutta, che a scuola buttavano il sangue per avere dei voti decenti, che combattevano contro loro stesse, contro la pigrizia, Uomini e Donne e Paso Adelante, e si mettevano a studiare. Non avremmo ottenuto il massimo dei voti, ma almeno ci abbiamo provato! Noi ci proviamo, ad essere come vorremmo, sempre.
Ma il difficile ora è proprio capire come diavolo ci vogliamo. Si, perché stando ai risultati ottenuti da un noto sondaggio, noi donne inseguiamo un modello di donna che crediamo essere il preferito del genere maschile, il quale però in realtà ne insegue un altro completamente diverso.

Volto superiore: secondo il gusto femminile; volto inferiore: secondo il gusto maschile


Noi donne, per intenderci, vorremmo avere il fisico di Belen, il volto di Angelina Jolie, lo stile di Blake Lively, la tempra di Blair Waldorf, la simpatia di Jennifer Aniston, il cervello della Montalcini, la tenacia di Cristina Yang e  l’accavallamento gambe di Sharon Stone (va beh, quello vorrebbero lo avessimo anche gli uomini). E loro invece? Loro in pratica ci vorrebbero col culone in stile Nicki Minaj e la “finezza” di Rihanna, semplici e sofisticate come Lindsay Lohan dopo qualche cicchetto, come Kesha in rehab o come Britney con Gimme More agli Mtv Video Music Awards.
E quindi? Come la mettiamo? Passiamo la vita a mangiare verdurine scondite e petto di pollo (ma non davanti agli uomini, chè s'arrabbiano!) puntando ad assomigliare ad una mazza di scopa o poco più, per essere più gradevoli ai loro occhi (e risparmiamoci la storia del “lo faccio solo per me”, perché se ci trovassimo su un’isola deserta, di certo non ci importerebbe un gran che della ricrescita dei peli sulle gambe, della lucentezza dei capelli o della tonicità del nostro fondoschiena; probabilmente come naufraghe, somiglieremo di più a Mariangela Fantozzi che non ad Aida Yespica, probabilmente, dico!) e loro ci vorrebbero giunoniche come Kim Kardashian, morbide come Adele?! 
E allora perché sbavare davanti alle immagini di Alessandra Ambrosio, Miranda Kerr o Candice Swanepoel, o fare i preziosi quando si avvicina una che somiglia più a Bridget Jones che non a Claudia Galanti!?



Forse siamo semplicemente tutti alla ricerca di quello che non abbiamo…forse la storia del “ho i capelli lisci ma li vorrei ricci”/”ho i capelli ricci ma li vorrei lisci” non è solo una questione di trends ma è una vera e propria metafora della vita. Che coinvolge tutti, uomini e donne. Siamo solo perennemente all’inseguimento di qualcosa, di un’idea, di un modello, per noi stessi e per chi vorremmo al nostro fianco. Forse.