domenica 9 novembre 2014

IL DOVERE CHIAMA



Che ve ne siate accorte o meno, gli over the knee boots sono tornati e reclamano la nostra attenzione. 
Olivia Palermo, Miranda Kerr e le altre non sanno più come suggerircelo: riesumate i vostri stivali sopra il ginocchio e, se necessario, acquistatene di nuovi. Ma che dico "se necessario", acquistatene di nuovi senz'altro; c'è sempre bisogno di un altro paio di scarpe!
Come immaginerete, l'effetto più facile da ottenere con i cuissardes è quello "da battona", che è anche quello che più di ogni altro dobbiamo scongiurare. 
Non siamo in "Pretty woman" e non siamo Julia Roberts.


Julia Roberts - Pretty Woman


Se vogliamo indossare gli over the knee dobbiamo dunque adottare alcuni accorgimenti per evitare che l'outfit risulti esagerato.
Parola d'ordine: sdrammatizzare.
Sicuramente il modo più semplice di indossarli è utilizzarli in look total black, con skinny neri o di jeans. Stanno bene anche con abiti, abbastanza lunghi da arrivare fin quasi agli stivali, o con gli shorts; in generale eviterei minigonne e minidress, perché il rischio di sembrare appena tornata dal lavoro - quello più antico del mondo - è davvero alto. Non ci resta che trarre ispirazione (e qui di seguito c'è una carrellata di foto all'uopo), rielaborare secondo il nostro gusto, e indossarli.


Olivia Palermo - Created by http://trendslowcost.blogspot.it/

Blake Lively - Created by http://trendslowcost.blogspot.it/

Miranda Kerr - Created by http://trendslowcost.blogspot.it/

Olivia Palermo - Created by http://trendslowcost.blogspot.it/ 

Blake Lively - Created by http://trendslowcost.blogspot.it/

Olivia Palermo - Created by http://trendslowcost.blogspot.it/ 

Per fortuna gli store del low cost ci vengono in aiuto proponendo modelli per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Asos

Asos

Asos

Asos

HandM

HandM

HandM

E voi, come li indossate?

sabato 27 settembre 2014

BECAUSE YOU'RE WORTH IT



Il valore del denaro. Il valore del tempo. Il valore delle persone.

Ci hanno spiegato che tutto ha un valore - intrinseco a volte, acquisito altre - e che va coltivato, accresciuto, mai sprecato.
Alcuni infatti vengono educati al culto del proprio valore. Spronati a cercare la via più adatta a sé, quella che più e meglio possa mettere in luce le proprie capacità, rivelare le proprie potenzialità, galvanizzarle.
Ad altri invece viene insegnato che il valore è dato dalla produttività e se non produci la tua vita non vale niente. Viene insegnato a non fare domande perché non si riceveranno risposte, che le proprie idee, le proprie aspirazioni, i propri desideri non contano nulla, sono solo il frutto di una mente acerba e vessata da troppa TV. E per combattere l'annichilimento prodotto dalla televisione è necessario dunque seguire pedissequamente le direttive altrui, di chi vanta cioè - sedicente - una tempra tale da essere immune a qualsivoglia influenza esterna, annichilendosi, di fatto, ad essi.
Combattere un tale tentativo di plagio è una lotta quotidiana che impegna ogni fibra del proprio essere, senza produrre mai vittorie che siano schiaccianti. 
C'è sempre come una voce che sussurra all'orecchio, un guinzaglio troppo corto. E' come la goccia che batte sul marmo e riesce a scavarlo. E non c'è toppa che si possa apporre.
Il danno è irreparabile.

















domenica 14 settembre 2014

DEDICATO




Agli incontri fatti e a quelli da fare.
Alle persone che mancano pur non avendole mai conosciute.
A chi sa cambiare non cambiando mai.
A chi ispira le mie giornate.
A tutti quelli che hanno qualcosa da insegnare, e lo insegnano. Senza spocchia.
A chi sa essere autorevole e non autoritario.
Alle proposte accettate senza pensarci.
A chi sa volare sulle cose e sui problemi e guardarli dall'alto, con interesse ma con distacco.
A chi ha sempre una mano tesa, e a chi sa non approfittarne.
A quelle persone che sanno sciogliere le tue inibizioni e farti scoprire nuovi luoghi, materiali e spirituali.
A chi sa affascinare già solo con un sorriso, e a chi deve sfoderare il miglior repertorio.
A chi si impegna.
A chi non ha bisogno di impegnarsi.
A chi sa circondarsi di persone speciali e a chi sa farsi compagnia da sé.
A chi parla solo se ha qualcosa da dire.
A chi chiede "come stai?" e a chi lo sa già.







giovedì 19 giugno 2014

LE 5 FASI DELLA PREPARAZIONE DI UN ESAME



Dopo approfondita analisi e attenta ricerca, sono giunta alla conclusione che, se Elisabeth Kübler-Ross ha potuto delineare le cinque fasi dell’elaborazione del lutto, io posso delineare le cinque fasi della preparazione di un esame.


1- Entusiasmo. La fase che arreca esaltazione per il “nuovo inizio” e speranza nel futuro. La fase che dura meno, per intenderci.

2- Organizzazione. La fase del calcolo degli argomenti di studio e dei giorni a disposizione. In questa fase sopravvive generalmente un barlume di quella precedente.

3- Dedizione. La fase in cui si fa appello a tutta la propria forza di volontà per tener fede al programma di studio. Si tratta della fase che si spera duri più a lungo ma solitamente queste speranze vengono ineluttabilmente disattese.

4- Noia. La fase in cui, dopo giorni o settimane (per i più tenaci) di accanito studio, ci si rende conto di quante e quali cose si potrebbero e vorrebbero fare, piuttosto che trascorrere le proprie giornate a capo chino sui libri. Questa è la fase che abitualmente pregiudica l’intero esame.

5- Fallimento e Accettazione. Potrebbe sembrare si tratti di due fasi ma non è così. E’ la fase in cui, ceduto al fascino di “qualche minuto” di pausa in più, ci si è irrimediabilmente allontanati dal programma, e si procede, ormai privi di bussola, fra il pentimento e la constatazione, verso l’obiettivo, inevitabile, dell’esame.








venerdì 6 giugno 2014

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA!


Olivia Palermo

Ebbene si. E' accaduto. 
Il comodo e rassicurante sandaletto basso, a metà strada fra la scarpa ortopedica e la ciabatta da piscina, è finito direttamente dalla scarpiera della nonna, agli scaffali di tutti i negozi. 


Se già ci sanguinavano gli occhi alla vista di turisti in giro per le nostre città con ai piedi infradito di gomma, o peggio, sandali con i calzini, quest'estate non avremmo scampo; finiremo per passarla ad occhi chiusi, accucciate in un angolo a picchiarci sulla testa!
Perché si, mi addolora comunicarlo, ma la ciabatta è ufficialmente fra i trends di stagione.



Tutte le blogger e le it-girl più famose si sono lasciate ritrarre con ai piedi un paio di questi sandali bassi, i negozi ne propongono a iosa e la rete pullula di immagini.
E siamo d'accordo che sono comode. E di sicuro non si può sempre andare in giro sui tacchi. E passi che infondo un paio di Birkenstock può essere utilissimo durante una gita a base di lunghe ed estenuanti passeggiate - e giusto in quel caso. Ma io sinceramente continuo a non riuscire a vedere altro che brutte ciabatte indosso a belle donne.



Created by trendslowcost.blogspot.it
Created by trendslowcost.blogspot.it/


Per fortuna siamo donne e di scarpe, si sa, ne abbiamo a bizzeffe! Quindi, perché optare per un sandalo antiestetico e mortificante per la nostra femminilità quando possiamo scegliere fra una pressocché illimitata gamma di altri modelli infinitamente più belli ed altrettanto comodi?!

Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Filippa Lagerback - Created by trendslowcost.blogspot.it
Blake Lively - Created by trendslowcost.blogspot.it
Filippa Lagerback - Created by trendslowcost.blogspot.it


Non notate anche voi in questa seconda sequenza di immagini una certa differenza?! 
Mi affido al vostro senso estetico.
Ditemi, avete già ceduto a questo trend o opterete per qualcosa di più chic? Let me know!

lunedì 19 maggio 2014

LA LEGGERA BREZZA DEL MATTINO




Apri gli occhi. Guardi intorno. Il sole filtra dalle fessure della tapparella. Passivamente prendi la decisione di alzarti. Trascini su il busto, come corpo morto. Schiarisci la voce. Sgusci fuori dal letto.
E via.
Una nuova giornata è cominciata. Un nuovo inizio. Un mondo di possibilità.
L’aria di prima mattina è fresca, secca. Il cielo, fra il grigio e l’azzurro, non ha ancora scelto come volgerà la giornata. Il caffè bollente ti riappacifica perfino con la sveglia, vittima inerte di quotidiani insulti.
Con cura scegli l’abbigliamento, che di questi tempi è rigorosamente a strati, anzi, “a cipolla”, perché alle 7:30 farà anche freschetto ma alle 10:00 magari no! Ti prepari. Ti guardi allo specchio, una, due, dieci volte se necessario. Indossi la giacca. Prendi la borsa. Il cellulare. Le chiavi. Apri la porta.
Sei fuori.
Fuori di casa, rifugio sicuro. Fuori dal palazzo, ultimo baluardo.
I doveri sono lì ad aspettarti. Gli obblighi, pronti ad assalirti. E tutta quella positività delle prime ore ha già preso il largo, pronta a ripresentarsi, forse, domani. 

Ma una nuova giornata ha appena avuto inizio: potrebbero accadere cose meravigliose. Una nuova settimana: potrebbe essere la migliore della tua vita. 
Il povero, eternamente bistrattato Lunedì, devo ammetterlo, a me piace. Da vivere come un riavvio. Pensare che tutto possa cambiare. Che in ogni nuovo giorno possa risiedere una piccola rivoluzione personale; possiamo spingerci dove non avremmo mai pensato e magari cambiare, in meglio, evolverci, fare qualcosa di inaspettato. Essere straordinari. 

"Dicono che più investi e più guadagni. Ma devi essere disposto a rischiare. Devi capire che potresti perdere tutto. Ma se corri il rischio, se investi in modo saggio, la ricompensa potrebbe sorprenderti."